Lo smartphone distruttore di sentimenti: povera smart generation…

 

 

 

Ciò che amo osservare maggiormente sono le variazioni di abitudini nelle persone: quella che mi colpisce di più da anni e che progressivamente, dal mio punto di vista, devasta i rapporti personali (ed anche il rapporto con noi stessi) è l’utilizzo smodato dello smartphone. Io credo che gli smartphone possano fare più danni agli esseri umani che la droga. Esagerato? Dipende da cosa si intende per danni: certo non minano la salute come una dose di eroina, ma la minano come una sigaretta. Non ti accorgi dei danni che ti fa, e cominci a piangere solo quando è troppo tardi.  Oltre che porre particolare attenzione a ciò che succede attorno me riguardo all’utilizzo di questi oggetti, ho avuto la possibilità di intervistare un numero considerevole di persone sull’argomento e ci sono alcune evidenze che desidero condividere riguardo “l’abuso di smartphone”.

Disimpariamo a stare con noi stessi

Per vivere serenamente dobbiamo conoscerci, pensare a noi, a ciò che volgiamo fare, a come lo volgiamo fare, a che risultati otterremo dalle nostre azioni. Dobbiamo “ascoltarci”, raccogliere i segnali che provengono dalla nostra anima e per fare questo serve tempo e “silenzio”. Il nostro cervello ed il nostro cuore devono essere concentrati su noi stessi.

Qualche anno fa anxhe un  semplice viaggio in metropolitana di 20 minuti ci permetteva di pensare a moglie, figli, parenti, amici, alla politica, a progetti, a studiare o a leggere qualcosa di “arricchente”. Guardatevi attorno oggi. Tutti nella stessa posizione con il naso attaccato ad uno schermo a leggere cazzate. Si, perchè il 90% delle persone legge castronerie di tutti i tipi: cosa ha mangiato a cena l’amico, la foto del cagnolino nuovo che fa la prima cacchina, (i bambini sono fuori moda e non fanno notizia, i cani sì che prendono un botto di like) un miliardo di selfie tutti uguali perché “io selfie quindi esisto”, due tette giganti al silicone, gli sfottò sportivi. C’è qualcosa di male in questo? No se dedichiamo a questa attività qualche minuto al giorno. Se dedichiamo invece 40 minuti al giorno per un anno a questa desertificazione mentale allora si che ci si rincoglionisce. Anche perché le stesse letture non si fermano al tempo del viaggio, ma continuano in ogni pausa, che ci creiamo apposta per vedere le nuove importati novità.

Che effetto vi fa vedere una persona seduta su una panchina mentre fa nulla, magari pensa? Vi sembra un matto. Invece se lo vedete smanettare come un ossesso sul cellulare passa inosservato.

Chi è abituato a mangiare, magari per motivi di lavoro, da solo in un ristorante senza stare con cellulare in mano per tutto il pranzo o senza guardarlo ogni tre deglutizioni? Ma che cavolo dobbiamo guardare? Ma perchè invece in quei momenti di relax non pensiamo a noi, alle persone che amiamo, a quello che sogniamo, che vorremmo fare, costruire, a come arricchirci o a come fare la pace dopo un litigio, dove andare a comprare un mazzo di fiori e a come comporlo, ad esempio?

Diventiamo analfabeti delle relazioni

Camminiamo per ore con una persona al nostro fianco guardando ciò che fanno gli altri a Km di distanza: e mentre al nostro fianco abbiamo spesso un compagno di vita, moglie marito figlio, amico, dedichiamo le nostre vere attenzioni a chi conosciamo appena perché ha postato qualcosa su Instagram, Twitter, Facebook, Pinterest………Di per sè questi strumenti, quando ben utilizzati, sono fantastici. Il problema del 95% delle persone è utilizzarli correttamente sia in termini di tempo che di efficacia.

Chi non ha mai visto una coppia a cena che invece di parlarsi consulta costantemente lo smartphone: succede sempre più spesso e per queste persone provo tantissima tenerezza.

I sentimenti vanno coltivati e per fare in modo di essere permeati da essi dobbiamo avere il tempo di gustarceli. Se ci succede qualcosa di gradevole e pensiamo intensamente a quanto è accaduto per un po’ di tempo, il ricordo si fissa maggiormente nella nostra memoria e ci accompagnerà più a lungo.

Ho assistito a scene in cui due persone si baciavano in strada e terminato il bacio uno dei due cominciava subito a guardare il cellulare. Alcune coppie vanno a dormire portandosi il cellulare in camera e invece di utilizzare quello che è “il momento più bello della giornata” per godersi reciprocamente, si allontanano di migliaia di Km.

 

Mi fermo qui anche se, naturalmente, ho espresso solo una parte delle considerazioni che spero ora continuiate a fare anche voi. Sarebbe bello che le considerazioni che facciamo su questo argomento possano diventare il  vaccino personale contro l’abuso di smartphone.

Viva la tecnologia quando ci aiuta e non quando ci depaupera dei nostri pensieri più sani.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *