La differenza tra la felicità e la tristezza spesso è un’azione.

Come dice il Dalai Lama

“La felicità deriva dalle tue azioni.”

Quando ci accade di non fare quello che avremmo desiderato fare, e avremmo potuto farlo, diventiamo prima irascibili e poi tristi: insomma ci roviniamo almeno qualche ora.

I motivi per cui ci accade di non fare ciò che vorremmo sono principalmente due: siamo pigri, oppure non sappiamo cosa ci piace o cosa ci darebbe più soddisfazione.

Entrambe le situazioni sono terribili; non ho esagerato scrivendo terribile, perché per me è un delitto sciupare anche una sola ora della nostra brevissima vita: nessuno di noi sa quanto vivrà (state toccando ferro e facendo le corna eh?)

Ci è stato dato un dono, non sappiamo perché, come o da chi, ma dobbiamo godercelo al massimo.

Se la felicità deriva dalle nostre azioni, la prima cosa che dobbiamo fare è prendere coscienza di ciò che ci rende felici.

Il secondo passo consiste nel creare le condizioni per fare ciò che ci rende felici: le cose non accadono da sole, dobbiamo farle accadere noi.

Il terzo passo è fare il più possibile ciò che ci rende felici: semplice.

La pigrizia, quello stato che ci rovina la vita e che funziona come l’acqua sul fuoco della nostra vita e che spegne la luce che si accende nei nostri occhi quando viviamo, va estirpata dalla nostra esistenza.

Andare a letto la sera col sorriso, o con il grugno, dipende da ciò che abbiamo fatto nella nostra giornata, e dal significato che abbiamo deciso di attribuire agli eventi che ci hanno coinvolto…

 

 

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