Job rotation

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All’interno della propria azienda può essere davvero utile considerare di cambiare la propria posizione lavorativa, il proprio ruolo. La “Job Rotation” è diventato da anni un modello applicato naturalmente principalmente in USA dove l’attitudine al cambiamento, anche perchè forzato in molte situazioni, è sicuramente già ben digerita.

Io credo che gli Stati Uniti abbiamo tanto da insegnare, nel bene e nel male, ed io mi prendo ciò mi appare positivo.

La JR (Job Rotation) può essere subita o “guidata”.

Quando in un’azienda viene proposto ad una persona di cambiare ruolo, spesso è perchè il soggetto che deve spostarsi non perfrorma bene, è considerato un freno per l’organizzazione. Non prendete, come sempre, nulla come una legge divina: esistono spostamenti “forzati” in positivo, ma di questo ci si accorge immediatamente. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, i cambi di ruolo aziendali “subiti”, non ricercati, non sono un attestato di particolare stima. Quindi, studiate bene il vostro nuovo ruolo, l’impatto che ha sulla redditività dell’Azienda nella quale lavorate, quanto il dipartimento all’interno del quale siete stati spostati è abilitante il successo di chi vi paga lo stipendio.

Diverso è quando la JR è un viaggio pensato, disegnato e realizzato proattivamente da noi in cui  il nostro nuovo ruolo aziendale  diventa l’approdo  al quale arriviamo consciamente.

Un viaggio che ha chiara la destinazione da raggiungere ben prima di mettere in acqua la nostra imbarcazione, tenendo conto dei venti, delle correnti, degli approdi a cui sarà necessario sostare per approvigionarci del necessario per arrivare a destinazione in piena salute.

I venti sono costituiti dalle tendenze del mercato, dall’evoluzione della propria azienda, dei ruoli, delle competenze anch’esse in costante evoluzione; le correnti sono le cordate aziendali intese non solo in maniera italiana, ma come gruppi di persone che hanno voglia di fare la differenza, di lavorare sodo, che avranno risultati positivi nella propria vita e  in quella di chi li circonda. Gli approdi sono i gradini della scala che non posso saltare se voglio arrivare in cima, come ad esempio i tempi necessari per studiare ed il piano che ho fatto con HR e con i responsabili dell’area nella quale ho deciso di spostarmi.

Devo evitare di candidarmi all’improvviso per una posizione quando per la stessa ci sono altri “concorrenti” che stanno lavorando da tempo a tutti i livelli: verrei considerato come una persona usa alle improvvisazioni che prende decisioni in base all’onda emotiva lo investe.

Cambiare ruolo in azienda fa bene, ringiovanisce mentalmente, crea nuove motivazioni, aumenta la nostra flessibilità, ci fa guadagnare nuove competenze, amplia lo spettro delle nostre opportunità interne ed esterne.

 

 

 

 

 

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